Una perla tuffata tra i Caribe. Diario di bordo: Benvenuti a Pointe-à-Pitre, Guadalupa 1° puntata

Fare una crociera è tutta un’altra storia, almeno per chi è abituato alle vacanze più o meno tradizionali, fatte di compagnie law cost, B&B, terravision e tanta strada a piedi, improbabili mete, raggiunte in modi altrettanto rocamboleschi. Anche per una crociera ci sono molte cose da organizzare, ma diversamente, tanti vantaggi, quelli di una parentesi meravigliosa, che permette una cesura con il quotidiano, strutturato e codificato, e porta in un nuovo mondo, quello della nave, ed in una nuova dimensione, quella dei porti dove la nave farà scalo. Questa vacanza, che taglia una curva dello spazio tempo e ritorna alla mente come un sogno che lentamente restituisce i ricordi, è però decisamente asettica…i luoghi sono attraversati molto, troppo velocemente e il tempo scorre come una clessidra presto voltata…la gente del posto è lontana…e noi siamo…quelli della nave…

Questa vacanza ha per me ancora il profumo del Natale: l’albero e il presepe ancora caldi di luci e di colori decorano la casa e vi rimarranno, quest’anno come la tradizione vuole, fino alla Candelora. L’odore di muschio e sughero sovrasta la fragranza di pandoro, a scaldare sul termosifone, e mi avvolge mentre piroetto sulla scala, per riempire le valige tirando giù scatoloni estivi, dopo un sali e scendi dal soppalco, dove ci sono pure i costumi e i parei, ma i sandali in soffitta?! Alla fine mi siedo sul letto, quasi affranta, per parlare con me stessa e darmi delle priorità di sopravvivenza. Comincio così a rimurginare: non ero preparata per questo viaggio, è spuntato come un fungo dopo una notte di pioggia e si è andato ad affastellare ai tanti pensieri, il lavoro, i pranzi delle feste, un figlio che si trasferisce…come farò ad aiutarlo? Un passero cinguetta sul terrazzo mentre, cantando allegramente, distrugge le mie piante più belle, come tante volte fa la vita…go on…continuo le valige o no?

Tutte le volte che si presenta un viaggio (spesso i miei non sono programmati ma vanno presi al volo) prima ti scuote, ti persuade, ti accarezza ma poi ti fa salire sulla giostra e gira veloce finché ti gira la testa, ti senti quasi di vomitare…e devi scendere, senza se e senza ma e così scendo, rifletto sull’occasione unica e ghiotta…e la fatica è tanta sulle spalle…

La decisione è presa: si parte!

Caraibi: arriviamo!

Ed eccoci all’aeroporto dove gentili operatori si fanno trovare al check-in e non ci lasceranno più: anche una persona sola, non avvezza ai viaggi, riuscirà senza difficoltà nel suo intento ludico ricreativo!

E poi lasciate i giacconi a casa: quelli veramente non servono, e nemmeno le giacche a vento leggere, inutili ingombri. Portate invece giacche di cotone e maglioncini morbidi e tiepidi perché sulla nave l’aria condizionata è “a palla” e le notti sul mare a volte avvolgono in un caldo umido, altre volte sono sferzate da un vento molto fresco…

Oltrepassati i controlli di sicurezza, inizia l’avventura sul volo charter. L’aereo rulla alle 11e 15…per 10 ore e 20 di volo durante il quale attraversa tutto l’Atlantico…fino in America….In un’ora e  14 minuti percorriamo 894 km a circa 700 km all’ora, sorvoliamo Barcellona, poi Madrid e Toledo. Alle 14 abbiamo lasciato Lisbona e stiamo di nuovo sul mare… sotto si scorge Las Palmas, le isole Krylon Seamount..mentre ci dirigiamo verso sud. Roma dista da Guadalupa 6.532 km.: dovremmo arrivare alle 1642 ora di Pointe-à-Pitre (togliendo le ore di fuso…per noi saranno le 21:42!), che si trova sullo stesso parallelo di Dakar e Addis Abeba. Sul sedile appena sopra il tavolino trovo un tablet e dopo diversi minuti trascorsi a capire cosa sia tutto quel bianco in movimento, simile a cotone sfilacciato, capisco che sono le nuvole sotto di noi! Alternando osservazioni a passeggiate, per prevenire gli agguati della flebite,  il tempo scorre più veloce, fino a che l’arrivo a destinazione quasi ci sorprende: ci sistemiamo e, soprattutto, ci spogliamo, togliendoci gli strati di calzini e maglioni sovrapposti a camicette leggere e canotte e, finalmente, atterriamo… 20160109_172538fa caldo e tira vento mentre le palme da cocco, alte e  flessuose,  ci confermano che siamo atterrati a Pointe-à-Pitre, la capitale di GUADALUPA, un dipartimento di oltremare francese, che ci consente di telefonare e di pagare in euro, nell’attesa della navetta che ci porta alla nave, al molo centrale che separa le ali di quest’isola a forma di farfalla.images

L’ala sinistra, Grande Terre, economicamente dinamica e viva, per il mercato e per le distese di canna da zucchero, era stata conquistata nel 1650 e trasformata da un pantano paludoso in un giardino ridente, decorato di mangrovie, tra cui fiorisce uno speciale ibisco, il mahot.

L’altra ala della farfalla è Basse Terre, che basse non sono affatto, ma alte e montuose, con un vulcano ancora attivo, La Soufrière, alto 1467 metri, che domina dalle sue pendici  foreste tropicali ricche di migliaia di specie di alberi che compongono il Parco Nazionale, il parco zoologioco e botanico della Guadalupa (Parc des Mamelles), che arriva fino alle spettacolari Cascade aux Ecrévisses nella Maison de la Forêt.

Dal finestrino osserviamo la città di queste Piccole Antille, carina da una parte, ma dall’altra, vicina al porto, più povera, con grandi casermoni stile haitiano interrotti da Carrefour…segno del dominio coloniale che ha sferzato queste terre come ora sta  facendo il virus Zika, che ha fatto registrare oltre 500 casi di contagio solo ad Haiti. Ma nonostante tutto, invasioni coloniali e virali, questa gente appare a noi, storditi e scontenti occidentali, contenta di quel poco, senza badare al tanto che noi disprezziamo.

Ci scambiamo pensieri sulle nostre derive  tra le gocce di pioggia leggere che striano i finestrini del pulman che, ancora  per un poco ci nascondono i ragionamenti, mentre compare davanti a noi, maestosa e imponente, la nave!20160109_173909

Il comandante ci dà il benvenuto a bordo mentre ci consegnano una Card, una specie di bancomat che custodisce  la mappa della nave, mentre attraversiamo un mercatino per turisti. Dopo ulteriori controlli saliamo, finalmente, perdendoci tra file di corridoi, scale ed ascensori fino alla cabina 8349. Apriamo la porta e vediamo una cabina bellissima, nei suoi spazi al centrimetro, tra divano toletta e tavolino e due morbidi letti; davanti una grande finestra, pesantemente ancorata, che si apre su un  balcone che si dischiude sul mare: mi siedo sulla poltroncina a guardarlo il mare, increspato dalla corrente, che disegna una danza morbida, interrotta da schiuma lenta, come i sogni che si affacciano nel sonno per dipingere improbabili quadri di paesaggi e avventure. L’odore aspro e fresco dei colori che si scoloriscono nel grigio della sera e si perdono nel nero della notte ci ricordano della presenza lontana di un mondo là vicino tutto da scoprire.  Andiamo ad esplorare la nave! Arriviamo fino al ponte 11 da dove si gode una vista mozzafiato sulla città, sorta accanto al lembo di terra che unisce le ali di questa graziosa farfalla poggiata sul mare caraibico, che fonde nella sua natura selvaggia e incontaminata, tra le sabbie bianche bagnate da acqua cristalline, i venti dell’Africa con quelli europei che risuonano dei ritmi della beguine.

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Ceniamo alle 10, in modo informale, sfiniti per  un’ esercitazione di sicurezza sul ponte, bollente, della nave, con il mega salvagente arancione …. e gustiamo, mezzi dormienti, cibo raffinato, magia di ibridazione tra spezie locali e sapori francesi in un contesto paurosamente  kitsch.  Il nostro orologio biologico segna notte avanzata mentre stiamo vivendo forse uno dei giorni più lunghi della nostra vita, con gli scherzi del fuso!

E’ notte quando la nave leva l’ancora ed inizia la crociera…

Le spiagge vulcaniche sono nere come la notte che avviluppa nel sonno i villaggi dei pescatori affacciati su questo mare lento, profumato di brina.20160110_065422

Costeggiamo la parte meridionale di Guadalupa, le cui luci accompagnano la notte caraibica, fino alla punta più meridionale dell’isola, Pointe a Launay, mentre la nave segue Rotta Vera nord ovest alla volta di Martinica, Saint kitts e Nevis…per la seconda puntata!

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