Ma quando torni a Roma?

La mattinata si presenta nuvolosa, come un’uggiosa giornata di novembre, piccolo particolare siamo a luglio. Il cielo e’ uniformemente coperto da una coltre di grigio, di azzurro nemmeno l’ombra anzi tutto ombrato, il sole sembra si sia dimenticato di alzarsi all’orizzonte, stamane. Ma non importa: siamo in ferie e questo ci basta. Una tazzina, anzi due di caffe’, una dietro l’altra, pensando a questo cielo che forse rispecchia la mia vita in questo momento…ma no il sole splendera’ di nuovo, prima o poi, e poi siamo in vacanza, breve fugace complicata ma pur sempre una vacanza, cosi’ senza troppe pretese, come in fondo senza troppe pretese e’ la vita stessa in questo tempo, grigio.
Un paio di telefonate, una sveglia collettiva, costumi, infradito, telo…ricorda la crema solare ma quella proprio non c’e’…ah lo shampoo ma le confezioni piccole, tanto la borsa cm 100 per 100 la devo portare io, ma in fondo e’ bella, lucida lucida, rosa con i disegni di mare…rosa come le tutine rosa della canzone di jovanotti che parafrasammo alla nostra figlia femmina, quando finalmente la ebbi questa figlia femmina dopo tanti maschi…” E’ per te /ogni rosa (si il colore ma anche il fiore…) che c’e’ /ninna nanna/ ninna eh….
ma questa e’ un’altra storia che presto vi raccontero’….
Ah l’acqua fredda: sono desueti i ghiaccetti: due bottigliette nel congelatore tengono fresco per un po’ e poi si possono bere e al ritorno si viaggia piu’ leggeri (visto che la borsa la porto sempre io!)…ah il gelato dove lo compriamo? Ne troviamo uno buonissimo (dicono, ma io non mangio i gelati)! potevo portare le pastarelle se fossi stata a Roma …
La riviera ed il suo tepore anche sotto qualche lieve spruzzo di pioggia, una terrazza sul mare, una tavola imbandita, i cremini no, non il gelato, ma la crema fritta, le olive ascolane, la galantina…insomma un buon pranzo pronto ed il mare davanti in cui perdere i pensieri, i dolori, il passato, il futuro, il mare e il presente e come la vita anche oggi alla fine il sole scansa le nuvole e timidamente disegna sulla sabbia l’ombra di una sdraio, un ombrellone, che va che viene…alziamo gli occhi ed il cielo e’ terso, di nuovo il sole splende mentre i bambini stanno in biblioteca. Si, in questi posti le biblioteche comunali hanno le sale di lettura per bambini e per ragazzi, le maestre che fanno fare i compiti tra un libro colorato che racconta i miti dell’antica Roma, una gigantografia di un paese e la sagra di un altro, sale per esposizioni, laboratori per corsi e conferenze, un’emeroteca e uno spazio computers con la wireless gratuita e persino la mediateca fornita di migliaia di titoli….la nostra bella Italia, operosa, creativa che pure se non c’e’ lavoro il lavoro me lo invento, bella da svenire con il suo mare, le insenature, i boschi, i porti, le scogliere, i sottopassaggi e un treno che sfreccia per chi sa dove con sopra chi sa chi, ma forse domani sarai tu perche’ le ferie finiscono e devi tornare a casa. Ma ancora siamo qui e dal silenzio della biblioteca dove i bambini italiani e pure gli stranieri imparano che forse la cultura comincia anche da qui, se fai i compiti in biblioteca e poi passeggi e trovi un “dream point” , che ti invita a chiudere gli occhi e ad immaginare di volare seguendo la pista del 43° parallelo, da Grottammare a Assisi, da Lourdes a Santiago de Compostela a Medjugorje, da Buffalo a Finisterre. E noi in Italia li’ facciamo un monumento con una pista ciclabile dove le bici sfrecciano mentre tu vuoi passeggiare guardando il mare…e meno male che ti suonano e quel trillo ti fa spostare per accorgerti che puoi camminare piu’ sopra, e vedere cosi meglio il mare. E poi le case, torri intarsiate di piastrelle variopinte, antiche dimore restaurate tra alberghi troppo alti e troppo moderni per non stridere con il paesaggio…e questo luglio che ci permette di passeggiare alle tre del pomeriggio senza insolazione ne’ colpo di calore con il vento che vola tra i capelli ed i vestiti, come fresca brezza ( siberiana? Boh!).
Un bagno in un mare tiepido e accogliente, come le braccia di mia madre che mi chiede quando torno a Roma e se torno in treno e se torno con la mia bambina, che ormai tanto bambina non e’ piu’, e che mi dice che vuole sapere quando torno a Roma perche’ le manco tanto e mi ripete: ma ti ho telefonato per sapere quando torni a Roma, ma li piove come a Roma, a proposito quando torni a Roma….mentre il cuore si strugge nel ricordo dei discorsi, dei consigli, delle chiacchiere…che ormai sono solo un ricordo…mentre tiepide lacrime rigano il mio volto, tiepide come questo mare e come i suoi abbracci ancora cosi’ dolci….ma quando torni a Roma?

pubblicato il 6/7/2013