EDITTI DEI CENTO FIORI 百花 诏命

百花 诏命
Apro oggi, con questo nuovo post, delle pagine particolari, chiamate Editti dei cento fiori. Un’idea nata attingendo ad un passato aureo dell’Impero Celeste, quello della dinastia Tang, ma che vuole intercettare il presente di una nuova Cina che, dalle sue ceneri come un’araba fenice, sta risorgendo più splendente che mai. Naturalmente racconterò di tutto, l’incredibile boom economico con i suoi effetti collaterali, magnificenze e tragedie, progresso e disastri, diritti e ingiustizie ma, soprattutto, cercherò di riferire quello che si dice sulla Cina nel mondo e quello che il mondo dice della Cina per scorgere tra i cinguettii dei twitter, nei mi piace di facebook e nei brani che mi trovo a leggere qua e là quello che c’è dietro l’angolo di un orizzonte sempre più vasto e globalizzato…riferirò righe interessanti, commenti accattivanti…e come i banditori antichi che srotolavano gli editti imperiali, racconterò su queste pagine di nuovi editti e nuovi imperi che stanno sbocciando insieme a cento fiori e cento scuole, perché il mondo si disintossichi un po’ dall’ubriacatura di denaro, economia e business e guardi ai tanti poeti, intellettuali, scrittori, scienziati, artisti e blogger per imparare ad alzare lo sguardo verso un orizzonte nuovo, con un pizzico di spiritualità…

Ho chiamato questi post  诏命 zhào mìng, editti, ispirandomi ad un termine trovato nell’Indagine preliminare su caratteristiche lessicali e stilistiche del Xuanshi zhi 宣室志 (Cronache della Sala della proclamazione) di Zhang Du張讀 (834-886?), tradotto da  Franco Gatti (Università Ca’ Foscari Venezia, Italia). In quest’opera sono ampiamente documentate credenze, consuetudini e aspetti della vita sociale della dinastia Tang (618- 907), l’età d’oro della poesia, all’acme della civiltà cinese. All’epoca, tra l’altro, anche il   sistema di reclutamento dei funzionari imperiali, che prevedeva una rigida preparazione in vista degli esami, venne raffinato, garantendo una certa mobilità  e la possibilità di migliorare la posizione sociale attraverso il merito e lo studio, che non guasterebbe nemmeno oggi ed a tutte le latitudini.

I sovrani Tang erano mecenati ed accoglievano alla corte imperiale artisti e studiosi che arricchirono lo stato di Mezzo con un sincretismo ideologico molto interessante, che diede origine alle “Tre Dottrine” (三教 sānjiào) un sistema filosofico che,  attingendo al Confucianesimo, al Buddhismo e al Taoismo e declinandoli con estrema  originalità, forgiò l’unità culturale dell’impero Tang. Gli intellettuali furono stimolati ad ampliare i loro orizzonti, a cercare nuove prospettive.

Un periodo simile a quello Tang fu poi vissuto sotto la dinastia Ming, quando l’Impero Celeste, allora il Paese più grande e progredito del mondo intero, si stagliò verso orizzonti mai prima battuti, solcando i mari occidentali fino all’Africa ed al Mediterraneo, con una flotta immane, nemmeno paragonabile con quelle europee. L’ammiraglio che guidò le spedizioni era un eunuco musulmano, intellettuale di vaste vedute, chiamato Zhèng Hé 郑和, il più grande navigatore che la storia abbia mai conosciuto e che solo oggi sta rispolverando, sulla rotta delle nuove vie della seta.

A questi editti imperiali..naturalmente del web e per il web, ho dato un nome: i cento fiori del  filosofo taoista Zhuangzi (IV – III secolo a.C.) che, durante i Regni Combattenti (480-220 a.C.). vide il fiorire del  taoismo, del confucianesimo e della Scuola dei Legisti, cui si ispirò Mao nel 1956:  百花齐放百家争鸣 baihua qifang, baijia zhengming  “che cento fiori sboccino insieme, che cento scuole contendano”.
Poeti, intellettuali, scrittori, scienziati, artisti e tutta l’intellighenzia venne invitata a ripensare la rivoluzione, per contribuire a quello sviluppo creativo che doveva caratterizzato la versione maoista del marxismo, in un clima di collaborazione tra popolo e quadri del PCC, per un profondo cambiamento culturale, artistico, scientifico e politico. Le denunce contro il monopolio dell’informazione da parte del partito, la censura e la pressante richiesta di ottenere la libertà di stampa e con essa tutte le libertà democratiche furono represse e la campagna finì in un tragico flop.

In questo giorni la  morte del premio Nobel cinese, Liu Xiaobo autore di Carta 08, ispirata alla Carta 77 della primavera di Praga per celebrare i 60 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, arrestato dall’ 8 dicembre 2009 ed interrottamente detenuto, in violazione delle stesse leggi cinesi, sta facendo commuovere il mondo e soffiare un forte vento di libertà. E con questa libertà e per questa libertà vogliamo scrivere e sperare.

 

 

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