CINA NUOVA POTENZA GLOBALE

In queste pagine cercheremo di seguire i percorsi di una civiltà che lungo cinquemila anni e fra alterne vicende ha sempre brillato nel panorama internazionale, per secoli frammentato e radicato localmente.

Col nuovo millennio l’introduzione dell’economia di mercato nel panorama economico ed anche politico-istituzionale ha catapultato la Cina in un’altra era e le ha permesso, in pochi anni, di assurgere ad un ruolo di grande potenza.

Questo sistema, forgiato su un mixage tra economia di mercato vera e propria e le forme di pianificazione che caratterizzano le forme di stato socialiste, costituisce la nuova colonna portante della struttura politico costituzionale dello Stato di Mezzo, fondata su una forma di autoritarismo radicato nella millenaria tradizione imperiale e declinato attraverso gli strumenti forniti dall’ideologia marxista, in versione maoista, che ha comportato una gradualità delle riforme che a tutt’oggi permette la permanenza di istituti propri delle economie di mercato, accanto ai piani quinquennali e alle direttive del PCC.

Dopo la vittoria della rivoluzione comunista nel 1949 e il consolidamento del regime seguito da vari esperimenti che hanno portato a forme di egualitarismo economico e di controllo delle masse estremi, nel 1978 la leadership al governo ha virato dal maoismo più egalitario e, in seguito all’implosione del mondo comunista, ha imboccato una nuova strada, indicata per la prima volta dal XIV congresso del Partito nel 1992, col termine economia socialista di mercato. L’ossimoro, cui i più guardarono con estrema diffidenza, è divenuto il sistema economico che ha permesso l’avvio di un vasto programma di riforme strutturali ed ha messo in piedi un sistema nuovo ed unico, molto dinamico socialmente ed economicamente, ma saldamente ancorato politicamente al comunismo.

Dalla promulgazione della  Legge sulle imprese industriali di proprietà del popolo del 1988, che adottava il modello di corporate governance agli standard occidentali, fino alla riforma costituzionale del 2004 che, enunciando i diritti fondamentali, poneva tra questi la tutela della proprietà privata, si è proceduto, con riforme sempre molto graduali e a tutt’oggi in fieri. Sdoganato il profitto capitalistico e quello delle rendite finanziarie, si lasciano fluttuare i prezzi di mercato, ma sempre sotto il controllo della pianificazione socialista, che interviene con risolutezza nel quadro macroeconomico ed indirizza anche l’economia a livello locale, al fine di assicurare un ammorbidimento dei riflessi più selvaggi del capitalismo. Questo sistema sta però producendo la disuguaglianza dei redditi più alta al mondo, ma anche una crescita strabiliante che ha favorito certamente la stabilità politica.

In queste pagine cerchiamo di raccontare come, da questi presupposti socio- economici, la Cina si stia muovendo allo scopo di ritornare, come nelle epoche di massimo splendore, una grande potenza e questa volta globalizzata.

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