La Cina punta sulla tecnologia

Quarto articolo dello Speciale

Sogno cinese di mezza estate

 

Una parata militare ipnotizza il mondo intero mostrando una Cina tecnologicamente molto avanzata. Un progresso scientifico più strabiliante dello stesso sviluppo economico costringe l’Occidente a rivedere idee preconcette, veicolate dal colonialismo, per restituire alla Cina il ruolo di grande potenza sovrana nei propri confini, reali e virtuali.

 

grafico.pngSI VIS PACEM, PARA BELLUM – L’Esercito popolare di liberazione, che conta più di 2 milioni di soldati, sfila in una Piazza Tiananmen attonita con carri armati avveniristici, nuovi aeromobili a pilotaggio remoto (APR), missili balistici Dong Feng (Vento dell’Est) e Guam killer. L’Aeronautica fa volare aerei da guerra, elicotteri in grado di attaccare mezzi corazzati, bombardieri per azioni a lungo raggio, temibili caccia J-15 soprannominati “squali volanti”. I cieli, fugacemente blu come per l’APEC, si colorano con le scie fumogene delle pattuglie acrobatiche che si confondono con le sfumature dei cinquantamila palloncini  lanciati per portare in tutto il mondo un messaggio di pace, scritto con le armi. Una parata militare inquietante e strabiliante che presenta al mondo, scettico e perplesso di fronte ai crolli borsistici e ai beni volatili, mezzi molto tangibili, che fanno della RPC una grande potenza a livello economico, militare e tecnologico.

NUOVI ORIZZONTI PER ANTICHI APPRODI – Nel corso di più di cinquanta secoli di storia documentata, la Cina ha partecipato con variegati percorsi intellettuali alla nascita della scienza, come oggi è comunemente intesa, contribuendo sostanzialmente al progresso scientifico. Si pensi solo alla fabbricazione della carta e alla diffusione della polvere da sparo,  alle meridiane (III sec. a.C.) e agli orologi astronomici, al primo sismografo e all’atlante delle comete che risalgono alla dinastia Han (206 a.C-220 d.C.), alla carta astronomica del 526 d.C., con 300 stelle e la striscia della Via Lattea; alle bussole in ferro dell’XI sec. che guidavano la rotta delle navi, tra le quali l’ammiraglia di Zheng He che nel XV secolo solcò gli Oceani  percorrendo circa centomila chilometri tra Asia e Africa. Grandi traguardi a lungo misconosciuti da un Occidente troppo lontano che avvolgeva l’Oriente in un alone di leggenda e di mistero, a tratti svelato da mercanti o religiosi, per lo più gesuiti, le cui gesta sono state messe in luce solo di recente, dissipando le ombre che, dietro l’apparenza immota, nascondevano le trasformazioni dell’Impero celeste.

I SETTORI PILASTRO – Dopo il crollo dell’Impero e decenni di isolamento, negli ultimi venti anni la ricerca scientifica in Cina ha ottenuto un’eccellenza incontestabile, conseguente a investimenti in R&S molto consistenti che hanno prodotto effetti a catena sulla produttività scientifica nella ricerca atomica, nelle tecnologie informatiche e spaziali, nella scienza dei materiali, nelle nanotecnologie e nelle computer sciences, nelle discipline biomediche, nella chimica, nell’ingegneria … grazie a un numero di ricercatori pari a quelli degli Stati Uniti e superiore a quelli dell’Unione Europea. Si è creato in questo modo il substrato tecnologico necessario a implementare i sette settori pilastro: risparmio energetico e protezione ambientale, tecnologie informatiche e biotecnologie, macchinari avanzati, energie alternative e veicoli ecologici. Per essi in particolare, ma per tutto il sistema produttivo cinese in generale, sta emergendo una forte tendenza al nazionalismo tecnologico, veicolata dal III Plenum che sta orientando la stesura del XIII Piano Quinquennale, volto a stimolare i settori a valore aggiunto medio alto.

TESSUTO DIGITALE CON CARATTERISTICHE CINESI – Secondo l’edizione speciale del ECFR’s  China Analysis Governing the Web, i recenti cambiamenti nella governance e nella regolamentazione di Internet in Cina sono da mettere in relazione con il ruolo chiave che il cyberspazio ha acquisito nella politica interna cinese, come driver delle riforme economiche, che sta contribuendo sostanzialmente alla crescita del PIL. Libero dalle pastoie dei gruppi di interesse, il Governo cinese mantiene un rigido controllo su tutta la filiera Internet, attraverso una sorta di nazionalizzazione del mercato tecnologico, dalla progettazione alla produzione di semiconduttori ai server, al software e alle infrastrutture informatiche, in cui è riflessa gran parte della vita sociale e individuale, politica e professionale e dalla quale non si sfugge più, nemmeno attraverso le VPN (Virtual Social Network) dei programmi che fino a poco fa permettevano i collegamenti a siti stranieri. La sicurezza della navigazione sul web, le garanzie assicurate all’e-commerce e la velocità dell’e-payment diventano in questo modo una delle tante manifestazioni dell’esercizio della sovranità, anche su Internet.

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