IMPRONTE DI GRECIA

10/2/2014

E’ una sensazione strana, ma bella, sentirsi in fondo chiusi in un piccolo paradiso. Ormai non accade più tanto spesso, ma accade, che stiamo tutti insieme. Sono stanca, eh si’ … quasi tutte le sere sono stanca perché passo tutto il santo giorno a sfaccendare  e quando mi fermo, se mi fermo, è per sedermi al computer a lavorare, a scrivere o a leggere qualcosa di terribilmente interessante ed ammaliante che mi cattura per un po’ di tempo, minuti, ore…non lo so…ed insomma arriva una certa ora, a volte è proprio molto tardi, mi avvicino alla porta di casa, prendo le chiavi e chiudo. Rimetto le chiavi nel cassetto del divanetto, che è proprio parte della casa, perché lì l’ho trovato quando l’ho comprata e mi piaceva il divanetto ad 1 solo posto dove sedersi a pensare, il suo verde speranza e quel cassetto dove riporre le chiavi, molte delle quali non so più cosa chiudano, ma che non ho il coraggio di buttare, forse apriranno luoghi magici un giorno, magici come il Risiko che riunisce 4 fratelli nel tempo di un serata, breve e fugace ma pieno di sogni e di ricordi.  E mamma chioccia si sente tranquilla. Ed oggi la vita è bella, se mio marito dorme nel mio letto, e non è scontato, nemmeno per un attimo è scontato, tante volte sono stata lì lì per perderlo ed invece è ancora là, a brontolare e bofonchiare, contro ed insieme a tutti i figli, chi la vuole cotta e chi cruda, ma non solo la pasta! ed anche se i litigi non finiscono mai, come gli esami, e se un giorno dici A qualcuno ride felice, ma se il giorno dopo ridici A, lo stesso qualcuno ti sbraita addosso tutto quello che gli viene in mente e allora provi a dire B, ma il risultato non cambia e alla Z pensi che forse devi imparare l’alfabeto etrusco, ma la decifrazione si può pure fare, ci sono le Lamine di Pyrgi per l’etrusco, come c’è la stele di Rosetta per l’egizio, il problema è capirne il significato ed è laborioso come interpretare chi ti sta intorno, perché la storia della torre di Babele non è una storia, è la verità!

Assorta da questi pensieri, guardo comunque felice chi dorme accanto a me, mentre i miei bambini, che bambini non sono più, se non dietro ai miei occhi, sono tutti insieme.. e vado a letto e mi accascio sul morbido cuscino, e bevo una bottiglietta di acqua, frizzante come la mia vita, ah devo mettere la sveglia almeno mezz’ora prima e svegliarmi piano piano, perché, se no, mi alzo e mi gira la testa e i miei  battiti di bradicardica manco a 50 arrivano….

E penso…al figlio grande che vive in un’altra città, alla sua vita lontano da me ed a quei giorni di telefonate di un’ora (capita che tutti e due guidiamo e ci teniamo compagnia, lui nei suoi continui viaggi ed io imbottigliata nel traffico, sul ponte, o questo o quello, sono due i ponti per arrivare a casa mia ma sempre intasati da un lungo filo di tanti nodi quante sono le macchine dietro i rossi di tutti quei semafori…ma perché quei semafori sono sempre rossi?) E chiacchieriamo …e dei fratelli, e della nonna, la mia mamma bella, ormai tanto vecchietta e con sempre meno pezzi addosso, meno spalla meno seno meno dita…tumori e cancrene che non sono riusciti a spegnere né la sua vita né la sua verve…perché ieri mi ha fatto una telefonata spacciandosi per non so chi, che voleva non so cosa, e non l’ho riconosciuta, un sospetto fugace, subito eclissato.. non poteva essere…e lo scherzo, come sempre, le è riuscito perfettamente, è proprio unica!

E mentre sorseggio una camomilla, la “camu” diciamo noi, o una tisana, arriva il secondo di figlio, che costruirebbe una montagna e la butterebbe giù, tutto in poco tempo, sempre a studiare, a lavorare, a correre per Roma come una trottola anzi, come un centauro! E, a volte, ha voglia di parlare e si chiacchiera con calma, per ore intere, nel cuore della notte mentre si intrufola il piccoletto, che in piedi, sulla sedia, imita il politico di turno che fa la sciocchezza di prammatica, ma senza sanzione!![1]

E giornate intere con la mia cucciola affranta su pagine di greco e di latino, la grammatica, la sintassi dei casi e dei periodi, le coniugazioni e le declinazioni…che meraviglia riavvicinarsi alla lingua di coloro che, nel V secolo avanti Cristo, inventavano la democrazia. Ed allora è nostro compito, nostro dovere, raccontare ai giovani la parabola della civiltà greca che, all’acme della sua supremazia, univa una  meravigliosa fioritura culturale e artistica ad un sistema politico che da Solone, a Clistene e poi a Pericle si era evoluto fino ad una democrazia quasi sociale, incardinata sulla necessità di educare il popolo.

E che stupore guardare al computer il Partenone, l’Eretteo, i Propilei, con le simulazioni sul loro aspetto originario, e che meraviglia andare a teatro a vedere Eschilo, Sofocle, ed Aristofane, le nuvole e gli uccelli[2], pensando a quei sofisti pericolosi, che trascinavano i giovani nelle derive dei valori come oggi altri sofisti, chiamati in mille altri modi ma ugualmente dannosi… che ritroviamo nei brani di Erodoto e Tucidide, mentre la Grecia di allora fa vibrare corde che risuonano ancora dopo 2.500 anni…e allora ha senso anche tradurli Erodoto e Tucidide!

E alla fine riflettiamo sulla sua fine, sul consumarsi di quella democrazia diventata demagogica e parassitaria, in  cui Socrate, Platone, Euripide esprimono il desiderio di aprire orizzonti più vasti e di percorrere nuove strade verso nuovi mondi come forse sta accadendo anche da noi, in Italia, nel XXI secolo…

 


[1] Durante l’ Impero Romano (dal sec. V d. C. in poi) si chiamava prammatica sanzione una costituzione imperiale , simile ad un editto che doveva regolare in modo definitivo e uguale per tutti un determinato tipo di relazioni giuridiche.  http://www.treccani.it/enciclopedia/prammatica-sanzione_(Enciclopedia_Italiana)/..

 

[2] Le Nuvole e gli Uccelli sono due commedie di Aristofane, divertenti e suggestive, capaci di avvolgere gli spettatori in un’atmosfera magica e surreale, proiettandoli nell’animato fermento culturale dell’Atene del V secolo a. C., tra gli effetti di una satira graffiante e l’incantesimo di un mondo fantastico e stravagante, un divertimento unito alla riflessione sui più pressanti  temi sociali, quelli di ieri come quelli di oggi.  Una grande eredità lasciata dai Greci che, ancora una volta, mostrano di saper toccare corde universali che, a distanza di duemila anni, risuonano più attuali che mai. L’attacco contro i sofisti, descritti da Aristofane come contrabbandieri di idee immorali che attirano  i giovani in una rete di non senso, in cui mancano i valori ed i buoni sentimenti, un po’ come un’altra rete, quella dei tempi nostri…

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I am a Doctor in Political Sciences, I like writing about Chinese history, language, culture, state theory, Legal chinese system, geopolitics and so on .... I love also writing about Life and dreams
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Una risposta a IMPRONTE DI GRECIA

  1. newwhitebear ha detto:

    Buon inizio di settimana…

    Mi piace

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