Sconcerto

Succede sempre: guardiamo al passato oppure ad altre latitudini, oppure guardiamo sia ad altri tempi che ad altri luoghi e stigmatizziamo, ci sdegniamo, rimaniamo sconcertati, ci sembra impossibile oppure assurdo e poi, forse, (lo spero), cominciamo a riflettere.
Qualche giorno fa stavo tranquilla, a casa, la tv accesa e tante cose da fare.
Un giorno come un altro, notizie che vanno e vengono, nulla di più fino ad uno strano lamento che inchioda i miei occhi, distolti da varie attività, sullo schermo della tv… rimango incredula, sbigottita, inorridita: una donna frustata da un poliziotto in Sudan…perché viaggiava in auto con un uomo che non era suo parente, un reato, secondo la sharia, un reato da punire con non so quante frustate, somministrate davanti ad un pubblico indifferente, a dir poco, mentre un incognito reporter, più o meno improvvisato, filma tutta la scena e diffonde le immagini in rete!
Cercando il video sul computer, credetemi, ne ho trovate tante di notizie così…e non riguardavano solo le donne, ma anche uomini e ragazzi!
Un’altra donna, a distanza di pochi giorni, frustata perché indossava i pantaloni, sotto lo chador….e quante altre lapidate e quanti altri orrori…come l’intervista alla centenaria, forse ultima cinese vivente, con i piedi fasciati…
In Cina l’archetipo femminile prevedeva una donna dai piedi piccoli piccoli, ottenuti, ma non da sempre1), dalla fasciatura dei piedi2). Tale prassi, nata tra le danzatrici di corte, come riportato da molte leggende, o forse dalla deformità di un’imperatrice della dinastia Shang3), ha, in realtà, origini misteriose. Nell’immenso patrimonio letterario cinese non si trovano dati certi, forse risale al decimo secolo, alle Cinque Dinastie4) e dura fino agli ultimi anni della dinastia Qing5): inizialmente limitata alle donne ricche e benestanti, non costrette a lavorare nelle campagne, viene poi estesa anche alle donne di famiglie meno ricche, che però aspiravano ad una certa scalata sociale.
I piedi, fasciati6) sin dalla più tenera infanzia, rimanevano deformati dando alle donne, oltre ad atroci dolori, una strana andatura, dondolante e traballante, incerta ed insicura, come doveva apparire agli occhi dell’uomo, in un contesto feudale.
La predilezione dei cinesi per i piedi piccoli risaliva nel tempo fino a Confucio (551 – 479 a.C.) e camminare a passi brevi e ondulatori rientrava in un canone di comportamento femminile che valorizzava la grazia e l’equilibrio e vedeva confluire in questo canone di bellezza anche gli ideali etici di castità femminile, di fedeltà e di collocazione sociale della donna, facendone addirittura un paradigma di civiltà.
La dinastia Qing7), appena conquistato il Celeste Impero, combattè questo uso, sottolineando la bellezza dei piedi delle proprie donne, ma i cinesi “han” proseguirono nella loro usanza anche per differenziarsi dai “barbari” mancesi le cui donne cominciarono a copiare la fasciatura e ad usare scarpe affusolate e rialzate, ma senza provocare deformazioni irrimediabili.
Tra il XVIII ed il XIX secolo sia i missionari cristiani che i cinesi progressisti (tra i quali i Taiping, della cui rivoluzione prima o dopo vi parlerò), lottarono per l’abolizione della fasciatura dei piedi; furono costituiti dei veri e propri Comitati anti-fasciatura (il primo risale al 1874 e fu creato a Shanghai), e dal 1902 vari furono i decreti imperiali che intervennero, fino al formale divieto nella Cina Repubblicana del 1912. Solo dopo la rivoluzione del 1949 l’uso fu sradicato e totalmente eliminato, accompagnando l’avvenuta liberazione della donna al successo della rivoluzione di Mao, senza pero’ considerare l’infelice destino delle poverette che, da piccole, avevano subito la menomazione, e, da grandi, si trovavano anche colpevolizzate come portatrici di valori feudali!
Non credo che ci sia bisogno di raccontare altro sulla grande Cina, la Cina Imperiale e sulle sue tradizioni crudeli, culturalmente legittimate, che sono però traboccanti di insegnamenti per tutti i popoli, cinesi e non.
Ed il più importante di questi insegnamenti è quello di cercare di capire il contesto culturale8) originario e la realtà complessiva, che è sempre più sfumata e articolata di quanto sembri.9)
Ognuno di noi ne ha sentito parlare di leggi allucinanti, raccapriccianti. E di credenze. E di mode.
Mode per passare la vita, per dare a volte un senso alla vita, per sentirci vivi, per sentirci insieme, per sentirci noi con gli altri e forse diversi perché gli altri, loro, si accorgessero di noi.
E allora alle donne si fasciavano i piedi ora, in occidente, si fascia lo stomaco con un immaginario sognato di una magrezza impossibile.
Anoressia e bulimia. Un altro canone estetico, e non solo, perché la vita scorre, e fa paura, e salpiamo per quel viaggio in noi stessi a volte senza ritorno.. tra digiuni interminabili e nevrotici attacchi compulsivi.
E ci anestetizziamo per non sentire passare il tempo, e ci rifacciamo gran parte del corpo, passiamo sulle nostre rughe il bisturi del chirurgo o le siringhe di botulino … camminiamo non sui gigli d’oro…ma su altissimi tacchi..10) sublimando il dolore, fisico e morale, infiniti interventi chirurgici, cercando di dare forma ad un’identità femminile ideale.
Ed il sorriso che, dopo i cinquant’anni, viene incorniciato da cerchi di rughe, che, come onde, circondano le nostre parole e fissano in ogni solco tutto il nostro essere, il nostro passato, la nostra storia personale, il nostro sapere, le nostre esperienze, i nostri dolori, le tante, tante gioie che ci ha regalato la vita….tutto questo, con un altro tipo di frusta, o di fascia, ci viene strappato insieme alle rughe, dandoci un sorriso senza espressione, in un immaginario da bambola finta, come per dimenticare dove siamo e chi siamo. Per non essere quello che siamo.
E solo apparire.

NOTE
1) Durante le dinastie Han (汉朝Hàncháo 206 a. C – 220 d.C.) e Tang (唐朝Tángcháo 618-907 d. C.), le donne potevano godere di una certa libertà.
2) gŭojiăo 裹 脚fasciare i piedi oppure chánzú 缠 足 avvolgere i piedi.
3) Dinastia Shang (商朝Shāngcháo o  Yin 殷朝 Yīncháo 1600-1046 a. C.)
4) Cinque Dinastie (907-960) e Dieci Regni (五代十國 wǔ dài shí guó) periodo di vari regni e lotte politiche, seguito alla caduta della dinastia Tang
5) Dinastia Qing (清朝Qīng cháo 1644-1911).
6) Chang Jung raccontando la vita di sua nonna spiega come veniva effettuata la fasciatura dei piedi. Chang Jung Cigni Selvatici Longanesi 2004, XIX-696 p
7) La Dinastia mancese è la dinastia Qing.
8) Kwame Anthony Appiah, Il codice d’onore. Come cambia la morale, Milano, Raffaello Cortina, 2011, pp. XIX-235
9) P. Buckley Ebrey, The Inner Quarters: Marriage and the Lives of Chinese Women in the Sung Dynasty. University of California Press, Berkeley 1993
10) Li Weixian, Dai piedi fasciati ai tacchi alti – Il cambiamento dei simboli di bellezza fisica femminile nella Cina moderna, in “The Journal of the Shandong’s Women University”, 1, 2011, pp. 47-50.

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