IL BINARIO DEI RICORDI

Ogni anno, ogni settembre, arrivava il momento… la cameretta, una confusione terribile che volenterosamente cercavo di riordinare, gli zaini accanto ai letti, riga, righello, fogli A4, matita B1, squadra, compasso, no, al più piccolo non serve, sacchetta per il nido, tovagliette, bicchiere, rigorosamente di plastica, … sulle stampelle, stirati a puntino, i grembiulini, tutti celesti, il nome ricamato su una toppa a forma di macchinetta, o di trenino o di barchetta… tutto pronto per il primo giorno di scuola!

E il tempo corre, sui binari veloci dei ricordi…corre…e gli zaini sono più grandi, pieni di libri, di quadernoni ad anelli, i compiti delle vacanze, “le avventure di Pokonaso”, irrimediabilmente bagnate da un acquazzone di ferragosto, i grembiulini ormai consunti, i migliori tenuti come ottavo ricambio del più piccolo…..tante campanelle che suonano, un anno dopo l’altro…

e il tempo passa…ed arrivano i grembiulini rosa, a quadretti, fiori e fiorellini, lo zainetto rosa, gli astucci rosa…è per lei ogni rosa che c’è…e le macchinette, i tranformers, le piste polystil, lasciano il posto a bambole variopinte, dai vestitini rosa, le scarpette rosa, le borsette rosa per una bimba dal viso paffuto e dal sorriso sdentato, tanto tranquilla che certe volte proprio non si trova più, e poi, eccola! dorme tranquilla sotto un mobile troppo antico e troppo alto..… e tanti giochi lasciati ad aspettare un tempo che non ritornerà, ed i lego, i playmobil, città immaginarie per maschietti e femminucce, punto di raccordo tra grandi e piccoli, maschi e femmine, le casette, le ambulanze, le isole dei pirati, le navi dei masnadieri…e sempre succedeva, la zuffa per chi guidava il camper delle micromachines, mentre un altro se le era portate via, le micromachines…nella vasca da bagno con tanta acqua e galee, galeotte e galeazze…soldatini sulle mensole pronti a tuffarsi tra le bolle del bagnoschiuma o ad approdare su una spugna colorata…E tutti a cena su un tavolo lungo attaccato al muro, il seggiolone, un piatto usato per cappello con una pioggia di lenticchie sul viso e sul pigiama infarinato di talco.. ci stava di tutto sul quel tavolo, pupazzi, pupazzetti, pelouche, pure nei piatti e nei bicchieri ..E poi c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo sgattaiolava via, uno che la pensava, l’accendeva e la vedeva…la magica TV…tutti seduti su insolite poltrone composte dai seggiolini ormai in disuso…ed ecco aprirsi un mondo fantastico e fatato, “i salvastoria”, l’albero azzurro, la buonanotte di Sonia, cartoni animati come le antiche storie intorno al fuoco di un caldo camino di non troppi anni fa…

ed il treno dei ricordi riparte veloce… sui binari del passato ..i lunghi inverni sotto la pioggia, il 211 che proprio non passa quasi mai, il motorino, la paura degli incroci, la felicità delle sere in cui tutti sono a casa, lunghi pomeriggi tra traduzioni, versioni, problemi e temi, il tempo che corre come corrono i maschi nel campo di pallone, e partite, sfide e coppe insieme a corse nelle corsie di una piscina, d’inverno troppo calda e d’estate aperta e tanto fresca…e il timore che ci addebitassero ingenti somme di danaro per infinite docce in palestre e piscine …insperato relax in pomeriggi zeppi di attivita’, compiti, traffico, spesa e cucina..

e le estati calde, al trentottesimo parallelo, dov’e’ il paesino del prof., insieme al nonno che non c’e’ piu’ ma e’ ancora vivo e presente con le sue storie, gli insegnamenti…persino innestare e’ diventato facile ….e il tempo che rincorre e raggiunge tutte le eta’….
E le feste, i compleanni degli amici, Mac Donald, Burger King, la pista di pattinaggio o la casa grande di una mamma fantasiosa (ogni volta mi veniva questa fantasia, le torte a forma di trenino o macchinina, o farfalla che volava via come la mia voglia, ma solo fino all’anno successivo!)…fino a che arrivavano loro, a sorpresa, silenziose ma devastanti, le feste dei 18 anni, l’inizio della fine…prime di quelle i ragazzi non possono e non tornano mai tardi, e sempre accompagnati, dopo di quelle e’ sicuro: presto non torneranno piu’! Ed il ricordo, fissato nella mente come intagliato in una corteccia, ma cerebrale, dei 18 anni del figlio più piccolo, lo svenimento nella doccia, per 40 di febbre proprio quel giorno in cui per la maggiore eta’ si era mosso persino il Presidente, onorato e insperato ospite della sua scuola…

e arriva l’università …l’alloro di una laurea per quello che diceva: la mia testa non e’ un sacco…aiuto, non c’entra piu’ nulla…ma tanto, proprio tanto, ci e’ entrato…l’accademia fuori per un altro e un bel lavoro gia’ da giovanissimo…ma quale romano si immagina di studiare fuori Roma…ma a noi è successo…una casa per il nostro studente in mezzo ad una pianura a volte innevata in una cittadina collegata da una strada strana come l’E45.…lo strazio della lontananza, non pensata e non preventivata, ma planata all’improvviso sulle nostre vite…è difficile da pensare… …

mentre alzo la testa un attimo e già vedo la nuova scuola, nuova e vecchia insieme, per l’ultimo passaggio alla scuola superiore…un istante riflesso negli occhi dell’ultimo figlio, anzi figlia, che fa il suo ingresso allegro, interessato e annoiato, curioso e timoroso, dalla nuova porta che apre la vita, mentre un’altra si chiude per sempre.
Insieme ai ricordi fissati nei cassetti della memoria.

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I am a Doctor in Political Sciences, I like writing about Chinese history, language, culture, state theory, Legal chinese system, geopolitics and so on .... I love also writing about Life and dreams
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