I 100 fiori di Berlusconi 百花齐放百家争鸣 (baihua qifang, baijia zhengming)

Una sentenza per un’Italia nuova

Nel maggio 1956 Mao lancia la campagna dei “Cento fiori” (百花齐放百家争鸣 baihua qifang, baijia zhengming: “che cento fiori sboccino che cento scuole si confrontino”). È il tentativo di coinvolgere gli intellettuali nella direzione del partito, sia per ottenere il loro consenso, che per fondare la rivoluzione maoista su quella stessa solidissima base che aveva costituito il fondamento del celeste impero: la burocrazia intellettuale, i mandarini…. ma di questo parlerò in un altro post (il prossimo). Questa apertura del regime comunista genero’ un fiorire di idee (e di critiche) così abbondante da destare serie preoccupazioni per l’integrità del sistema…la fine della campagna fu, nel giro di poco tempo, inevitabile ed i 100 fiori magnificamente sbocciati furono recisi…
La sentenza di condanna di Berlusconi da parte della Cassazione mi ha fatto tornare alla mente la campagna dei 100 fiori per la necessita’, direi impellente, di ricostruire le fondamenta intellettuali di un’Italia, percossa dal turbine di venti anni e più di regime mediatico, di nuovo protagonista in nell’Europa nuova….dei vecchi Padri Fondatori (come ho scritto nel post precedente).
Nella speranza che la deriva dei 100 fiori allora non sia la deriva dell’Italia ora.

Questa deriva e’ nella lettura dell’art. 87 della Costituzione che prevede la grazia del Presidente della repubblica, che estingue, in tutto o in parte, la pena, inflitta con una sentenza irrevocabile, provvedimento molto diverso dall’idea di un salvacondotto, rivestito di una improbabile giuridicità, per il capo di un partito, nonostante una sentenza di condanna definitiva, nonostante l’interdizione ai pubblici uffici, forse solo per i voti ricevuti da una parte del popolo italiano.

Questa deriva e’ l’anomalia di anni di conflitto di interesse, permesso da governi di destra e pure di sinistra, di pretese di grazia senza responsabilità, senza ammissioni…senza considerare che una eventuale grazia non attiene alle pene accessorie, tra le quali la decadenza dal seggio del senato e dalle cariche di governo.

Questa deriva e’ l’anomalia di una produzione legislativa sovrabbondante, ridondante, contraddittoria, confusa che troppo assomiglia al sistema giuridico di Azzeccagarbugli, in cui l’impossibilita di acquisire una competenza certa permette alle consorterie di turno ampi margini di manovra.

Questa deriva e’ nell’anomalia dei rapporti tra i poteri dello stato, non tanto separati quanto antitetici, nell’intrusione nei poteri spettanti alle Camere, che giudicano, in sede di verifica dei poteri, (art. 66 della Costituzione) dei titoli di ammissione dei propri componenti e delle cause sopravvenute di ineleggibilita’ e incompàtibilita’, come sanciti dalla Costituzione e come rimodulati dall’incandidabilita’ prevista dalla legge Severino, e dei possibili profili di incostituzionalità.

Questa deriva e’ nella valutazione di non retroattività della legge Severino perché non sanzione penale ma solo misura limitativa dell’elettorato passivo mentre la Corte di Giustizia Europea invita le legislazioni nazionali a rendere non retroattive tutte le sanzioni, non solo quelle penali.
Questa deriva e’ nel dubbio, che interroga molti, sulla congruità delle prove che hanno portato al verdetto del processo Mediaset, e sulla ragionevolezza della motivazione della sentenza.
Ma il popolo sovrano può, esprimendo il voto, sdoganare il capo di un partito? Forse si, forse no, se l’esercizio della sovranità si può e si deve esercitare nei limiti della costituzione…
E se il popolo e’ ostaggio di un’opinione pubblica forgiata da chi monopolizza l’informazione?

Volano gli aeroplanini di ferragosto: forza Silvio, forza Italia.
E mentre sopra di noi danzano, al ritmo di un leggero vento estivo, fogli di carta insulsi, dentro di noi, nelle nostre menti, nei nostri cuori, nella nostra ragione sentiamo crescere una grande forza.
La forza dei professori, molti precari, delle scuole medie e superiori che, con 1000 euro di stipendio (o poco più!) si affannano tra una supplenza e l’altra (ah, i miei anni della gioventù…) con dedizione e fantasia, per formare le generazioni future, in scuole che crollano a pezzi, utilizzando programmi scritti nella confusione più totale, nonostante la scarsissima considerazione di cui gode questo lavoro (lasciato ai più sfigati e alle donne che hanno figli)….
La forza dei giovani (molti cinquantenni…!) ricercatori precari che con coraggio lavorano, studiano, ricercano, e mettono pure su famiglia…
La forza dei ragazzi che vorrebbero studiare medicina, ma non possono, perché non passano i test, strutturati da non si sa chi e non si sa per cosa, quando basterebbe una semplice, onesta e trasparente…selezione durante il corso di studi…
La forza dei pensionati a 500 euro al mese, che hanno lavorato una vita, contribuendo a fare di quell’Italia, povera, sconfitta e provinciale una delle nazioni più avanzate del mondo…
La forza delle commesse e i commessi dei negozi che non riescono a vendere, e cercano pure di organizzarsi in cooperativa… ma inutilmente, mentre le serrande calano, inesorabili, sul loro lavoro e su molte botteghe sotto casa….
La forza degli italiani che non vogliono essere ostaggio di sentenze e di governi, vogliono ricominciare, vogliono che sboccino i 100 fiori, che 100 scuole si confrontino ma non per azzuffarsi senza rete ma per ricostruire, riprogettare, ridare a tutti una speranza.

La forza delle altre culture, delle altre civiltà, interconnesse con la nostra, non solo per le enormi potenzialità offerte dal web, ma soprattutto per l’ospitalità e l’accoglienza che noi europei stiamo offrendo alle altre sponde del mondo: i nord africani, gli asiatici tutti ed in particolare, penso da sinologa, i cinesi con la loro millenaria cultura.

La forza dell’attesa che arrivi il 9 settembre 2013, la votazione al Senato, la sorte del Governo…

La forza di tutti noi piccoli italiani fuori dai gangli e dalle maglie del potere che, giorno dopo giorno, lavoriamo, studiamo, produciamo preghiamo e combattiamo perchè in Italia si possa vivere e vivere in pace.

Che i nostri 100 fiori sboccino, che 100 scuole si confrontino!

Note:
art. 87 della Costituzione: Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale…(omissis)…]. Può concedere grazia [c.p. 174; c.p.p. 681] e commutare le pene.

Art. 681 del codice di procedura penale: Provvedimenti relativi alla grazia. ..1) La domanda di grazia [art. 174 del codice penale], diretta al Presidente della Repubblica, è sottoscritta dal condannato o da un suo prossimo congiunto o dal convivente o dal tutore o dal curatore ovvero da un avvocato o procuratore legale ed è presentata al ministro di grazia e giustizia….2) Se il condannato è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al magistrato di sorveglianza, il quale, acquisiti tutti gli elementi di giudizio utili e le osservazioni del procuratore generale presso la corte di appello del distretto ove ha sede il giudice indicato nell’articolo 665, la trasmette al ministro con il proprio parere motivato. Se il condannato non è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al predetto procuratore generale, il quale, acquisite le opportune informazioni, la trasmette al ministro con le proprie osservazioni.3) La proposta di grazia è sottoscritta dal presidente del consiglio di disciplina ed è presentata al magistrato di sorveglianza, che procede a norma del comma 2. 4) La grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta. Emesso il decreto di grazia, il pubblico ministero presso il giudice indicato nell’articolo 665 ne cura la esecuzione ordinando, quando è il caso, la liberazione del condannato e adottando i provvedimenti conseguenti. 5) In caso di grazia sottoposta a condizioni, si provvede a norma dell’articolo 672 comma 5.

Art. 66 della Costituzione: ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.

Legge Severino: decreto legislativo n. 235 del 2012 “Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilita’”

Art. 1 della Costituzione:… La sovranita’ appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione.

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