MELICUCCA’ (Dedicato al mio grande amore)

Percorrendo una strada interna, a tornanti, sopra la piana di Gioia Tauro, tra boschi di oliveti millenari, grandi come querce, con chiome di piccole olive, si incontra un paese, dai tetti violentati da lamiere disordinate, che riflettono troppo sole o troppo freddo, adagiato su morbide colline di un verde scuro e deciso. Un paese di troppe case fatte con mattoni di fango seccato al sole, diroccate e abbandonate, muretti a secco che sembrano abbracciati a case nuove, chiare e ridenti, un clima caldo e avvolgente che la sera regala soffici brezze che accarezzano il volto e rinfrescano fino all’anima.
Un paesino uguale a tanti altri di questo profondo sud saccheggiato dai barbari, di ieri e di oggi, forgiato sulle impronte dei normanni, degli angioini, degli spagnoli, del regno di Sardegna, colto e variopinto, allontanato da se stesso in anni di emigrazioni, additato ingiustamente, con tutto il sud, a danno personificato al benessere del nord, nord che tutto il sud ha collaborato a costruire, con le sue braccia, con la sua testa, con i suoi sogni troppo spesso infranti su un muro di indifferenza e di giudizio.
Melicucca’, terra di frassino e miele, un paesino assonnato, vecchio fatto di troppi vecchi troppo malati, di badanti straniere e di figli allontanati dalla povertà, ma anche interessante, fatto di giovani e meno giovani colti e complicati, fuggiti alcuni per scelta, troppi per necessita’, per fare fortuna altrove… e molti l’hanno fatta questa fortuna, nelle scuole e nelle università, negli ospedali e persino in parlamento, nelle impresette che, dagli scantinati di troppo lontani paesini delle montagne troppo alte del nord Italia, si sono trasformate in brand e ditte e marchi famosi in tutto il mondo…tanti in Australia, in America …
Ha molto da raccontare questo luogo che sembra riposare tra le colline verdeggianti, ma come in un sogno troppo a lungo sognato, che scavalca i secoli e quasi il millennio, e che dal bios di san Luca e dal cenobio basiliano non ha cessato di diffondere idee nuove coi suoi santi, i suoi scrittori, i suoi poeti…
E al suo poeta più illustre e’ dedicato il monumento che puoi incontrare appena entri nel paese….”non seppellitemi vivo”… Non seppelliamo questi versi ermetici, profondi, tristi come il destino di tanti, versi che riempiono i vuoti e che sono vivi e forse aspettano ancora quel posto che Ungaretti stesso aveva profetato per Calogero scrivendo che aveva offuscato col suo genio troppi poeti…
Melicucca’ e la noia, il non fare, il non agire, il calore del sole del 38 parallelo ed il calore della stufa a legna, il fresco dei suoi 273 metri sul livello del mare, la pasta coi vajaneji (i fagiolini), le frittelle coi fiori di zucca che vengono scaricati a valanga nelle dispense, quei fiori che a Roma paghi 2 euro …cinque fiori? Forse sei….pure mezzi appassiti….
Melicucca’ fatta di case a due piani, con lo scantinato ipogeo, in pietra colorata ma coperto di lamiere troppo fredde d’inverno e troppo calde d’estate, tetri viottoli affastellati di pietre grigie, scale sconnesse, ringhiere di ferro arrugginito, segno di una vetusta’ passata troppo in fretta, come i cavalieri di Malta…
Melicucca’ fatta di chiese, tante e belle, di circoli culturali, di gallerie d’arte improvvisate tra le mura senza tetto di una chiesa diroccata, mostre fotografiche di un passato agreste e non solo, spettacoli in piazza …
Tutto si può fare a piedi, arrivare a “Vina” dove c’e’ l’acqua e al “Bosco” che e’ veramente un bosco maturo di pere, fichi, ciliegie e tanti olivi, prendere il pane di grano e la “pitta” calda (una pizza morbida come le colline che la circondano), fare due chiacchiere con vecchi che poi così vecchi non sono, accovacciati davanti le case, su sedie di paglia troppo basse, sussultare per i pochi bimbi che corrono, incuranti delle macchine sulla statale, per raggiungere l’altro lato della strada, ma non col cerchio, che rotolava per le discese del paese solo pochi anni fa, ma con in tasca il telecomando della playstation, lo smartphone e tutte le diavolerie pensabili della tecnologia, ma…. tutto si fa in macchina, senza problema di parcheggio o di parcometro!
Melicucca’ paesino della Calabria del sud, del sud dell’Italia, del sud dell’Europa paesino uguale e diverso da tutti i paesi del sud della Calabria, del sud dell’Italia, del sud dell’Europa.
Qui il tempo ha un’altra dimensione, aveva ragione Einstein che il tempo e’ relativo, c’e’ il tempo di cucinare e pure di mangiare, di chiacchierare, spettegolare, raccontare e raccontarsi, forse un tempo troppo vuoto che oggi puoi riempire con le diavolerie della (per me preziosa, preziosissima) tecnologia….e dopo troppo anni avvolti dalla noia e dal non fare, solitudini sterminate e interminabili…ora basta un clic e ascolto un po’ di musica, parlo con skype ai miei figli in giro in vacanza, “whatsappo” , “chatto”, leggo un libro (questo lo potevo fare pure prima, attingendo alla seconda biblioteca del paese, quella del mio prof.!), sfoglio le ultime riviste sulla Cina, scrivo questo blog!

PS:il mio grande amore al quale e’ dedicato questo blog e’ il Prof.!

Annunci

Informazioni su auroraborealeorientale.wordpress.com

I am a Doctor in Political Sciences, I like writing about Chinese history, language, culture, state theory, Legal chinese system, geopolitics and so on .... I love also writing about Life and dreams
Immagine | Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...